Calixthe Beyala - Gli onori perduti
Nathan Febbraio 1st, 2008
Saida nasce a New-Bell, che lei chiama anche Cuscus, un remoto villaggio nel cuore del Camerun francofono.
Cuscus è un paradigma africano, affetta da tutte le malattie del continente che la ospita, le stesse infezioni virali, quelle mani di colonialisti prima e presidenti poi, dotati di una identica paternalistica rapacità.
Saida cresce nella vivacità esuberante del villaggio, diverrà donna conservando la sua verginità come un tesoro da destinare al marito che non verrà.
Saida partirà per Parigi, alla conquista del sogno africano, di quello di una donna in cerca di sicurezza familiare e di un uomo.
Troverà una società sradicata, solidale e dura allo stesso tempo. Sarà ospitata da una cugina che la metterà alla porta dopo due anni e da una signora, la “negra-principessa-e-dignitaria”, che la ospiterà in cambio dei suoi servizi domestici.
Conoscerà la solitudine dell’emigrato, la lontananza e la nostalgia e sarà ancora donna da marito, a cinquant’anni, fedele al suo “certificato di verginità valido dieci anni” rilasciato dal farmacista di Cuscus.
La bravura della Beyala sta nel mescolare i toni del dramma a quelli della commedia, sta nella giocosità delle descrizioni, l’ironia che utilizza per raccontare la tragedia di un continente e dei suoi abitanti.
Una lezione di leggerezza e vivacità che non stride, che anzi è la perfetta icona di un popolo che nonostante tutto continua a scambiare sorrisi.
Calixthe Beyala, Gli onori perduti, Feltrinelli, € 8,50
Immagine: Bimba Africana, Simone Melle

Mi sembra un libro davvero interessante, grazie, Giulia
ah però, beyala è uscita per feltrinelli? che tra l’altro ha rieditato anche fabienne kanor. iniziativa lodevole, nonostante tutte le mie perplessità per la casa editrice. grazie per la segnalazione.
Condivido il commento finale, un esempio non così comune di efficace mix tra toni diversi che ti lascia in bocca un buon sapore
L’avevo visto nella vostra libreria su Anobii, detto fatto, comprato e letto!
Non leggo tutto il tuo commento però, lo ammetto. Me ne tengo una parte in serbo per quando leggerò il libro!
Ciao
sonia
@ Giulia
e spesso, almeno nella prima parte in Camerun, divertente.
@ Barbara34
perplessità ne ho anch’io, quando si tratta di grandi editori, di questi enormi contenitori di una produzione ampia e multiforme, e allegramente contradditoria.
ma feltrinelli non è solo Moccia, lo voglia Iddio.
@ Sdrucciola, credevo che ormai le nostre distanze in fatto di letture fossero insanabili… ;-)
@ Sonia, ma non svelo nulla, solo una lappata su Calixthe