Muriel Barbery - L’eleganza del riccio
Sdrucciola Dicembre 18th, 2007
Quando di un libro vorresti citare una miriade di passaggi i casi sono due: o il libro è illuminante una pagina sì e l’altra pure (evento rarissimo ma non impossibile), o l’autore è un furbetto particolarmente bravo nel mestiere di generare citazioni.
In alcuni casi ancora più rari le due affermazioni sembrano entrambe vere ed è proprio quanto avviene con L’eleganza del riccio.
Renée non è una portinaia qualsiasi, anche se tutti i suoi sforzi sono concentrati nel sembrarlo. Le portinaie non leggono i grandi romanzi russi, non si commuovono di fronte a un dipinto e di sicuro non si appassionano per delicati film giapponesi, tutte cose che la brava Renée nasconde ai ricchi inquilini del suo palazzo per confermare la rassicurante immagine di una non-persona a base di cavolo e soap opera.
Qualcun’altro, con la complicità di una ragazzina altrettanto fuori dal normale e altrettanto impegnata nel sembrare qualcosa di meno di quel che è, provvederà a sconvolgere la routine della portinaia Renée e del palazzo.
Muriel Barbery, docente di filosofia e caso letterario proprio grazie a questo volume, è una gran furbacchiona. Non solo disegna dei personaggi assolutamente deliziosi a cui è impossibile non affezionarsi. Non solo costruisce una trama che rapisce fin dalla prima pagina, ma lo fa con parole e pensieri che suonano altrettanto “deliziosi”.
Forse un po’ troppo, quasi come se il mondo dei borghesi illuminati che il libro prende di mira avesse contaminato più di un po’ la sua autrice che mette in bocca ai suoi personaggi le riflessioni sue (come dichiara qui) e di qualche grande filosofo. Un po’ troppo, decisamente, anche a voler abbracciare la nobilissima intenzione di dare una scossa ai pregiudizi.
Resta che il libro è godibilissimo, alcuni passaggi sono davvero illuminanti, per la profondità e lo humor, e il tutto è “molto francese”. Che per alcuni sarà un difetto e per altri un pregio;-)
Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, e/o, 18 €
Foto: Cirox

ecco uffa. Mo’ che faccio? La recensione è favolosa ma l’unico francese che reggo è Pennac (ok anche Hugo così sembro colta).
Muriel la piaciona…
più Veltroni che Sarkozy :-)
(mi son sentito di fare un commento tecnico ;-)
porta pazienza Sdrucciolì
ahahahah hai ragione! In realtà, come dicevo, è lei stessa ad ammettere di aver inserito nel libro frammenti di pensieri collezionati negli anni. Tutto sommato credo sia più onesta di tanti altri autori, ma resta il fatto che sembra appartenere pesantemente al mondo su cui ironizza
…Nathan!! È molto Francese, mi sa che me lo devi regale per natale, vero Strucciola che me lo deve regale?! :-) lui la butta sul politico solo per non farmi il regalo…
Assolutamente!! Nathan fai il bravo o la befana ti porta Baricco
Non raccolgo la battuta su Baricco e faccio il superiore :P
Però davvero concordo con ll: questo blog è deleterio per i miei risparmi!
Il libro mi tenta da un po’, anche in fiera ero lì per prenderlo…e non avete visto i geniali cartoncini che davano per pubblicizzarlo, tipo quelli da appendere fuori dalla camera dell’albergo, con scritto “PREGO NON DISTURBARE STO LEGGENDO”
E non ce ne hai preso neanche uno? Vergogna! Sento già odore di carbone;-)
Tzk, che domande: ovvio che ne ho preso un’altro! Te lo spedisco? :P
io lo sto leggendo, regalo di Sdrucciola. Per il momento lo trovo carino ma i personaggi mi lasciano un po’ perplessa. Li trovo un po’ stereotipati, anche se in un modo altro.
Un po’ troppo personaggi di un libro. Ecco.
Quindi abbraccio perfettamente l’illuminante recensione di Sdrucciola nella parte in cui disvela la furbacchioneria dell’autrice…
buon anno a tutti i lettori di sottotomo
sottotomina panz
Finalmente una recensione intelligente!!! Tutte quelle che ho letto fin’ora o si scagliano contro l’autrice, defindendola NOIOSA, o proclamano la beatitudine della stessa. Diamo a Muriel ciò che è suo: è una delle letture più piacevoli degli ultimi anni! =)
un saluto!
Hai ragione Erika, questo è un libro che sembra suscitare reazioni diametramelmente opposte. Per me c’entra non poco l’effetto best seller
ciao e grazie per il commento
vorrei sapere come mai i libri francesi così come buona parte della filmografia d’oltralpe conclude sempre in modo poco appagante. non dico che il lieto fine sia obbligatorio, ma un po’ di catarsi visto l’impegno è dovuta..