Ian McEwan - Chesil Beach

Nathan Dicembre 4th, 2007

Una spiaggia ventosa della Manica e un albergo su un’altura erbosa, una casa vittoriana e la Oxford degli anni Cinquanta.

E i sentimenti repressi dalla buona educazione di due ventenni innamorati.

Florence, disciplinata e talentuosa violinista. Edward, studente universitario appassionato di rock ‘n roll, spinto da una passione tanto ingenua quando vorace, che lo porta a chiedere la mano di lei.

La prima notte di nozze. Le cautele alternate all’irruenza di lui, il desiderio che detta le sue timide mosse. La paura e poi il disgusto di Florence, il conflitto tra dovere coniugale e naturale repulsione.
E il susseguirsi di pensieri, l’ingarbuglio delle parole, il complicato equilibrio di un difficile approccio, l’esito di una notte che determinerà il resto delle loro vite.

Dopo la forza maestosa delle perfette trame psicologiche di Bambini nel tempo e L’amore fatale, Ian McEwan arriva a scarnificare l’intreccio di polpa e psiche che fa di un personaggio di carta una persona.

In un esile volumetto di 136 pagine McEwan modula la sua analisi sulle pulsioni e i sentimenti al livello primario delle esperienze della maturità. Le sue parole si calano nel dettaglio della prima esperienza erotica di due giovani poco più che adolescenti. Li misura con la cultura in cui sono cresciuti, quel viluppo di regole in cui si trovano obbligati. E pone al centro i loro Io,  l’intreccio di carne, di coscienza e di esperienze che porta inevitabilmente ogni essere umano di fronte all’urgenza di risolvere i conflitti fondamentali dell’esistenza. Trovare un equilibrio e saperlo fare attraverso l’incontro delle anime.

Ancora una volta di McEwan stupisce la profondità, la chirurgica abilità nel portare alla luce la vastità che è in noi.

Ian McEwan, Chesil Beach, Einaudi, € 15,50

5 Risposte a “Ian McEwan - Chesil Beach”

  1. Sdrucciolaon 05 Dic 2007 at 14:05

    Confesso che dopo la deludente esperienza di Bambini nel tempo, che non mi ha coinvolta per nulla, non ho più dato chance a Ian McEwan. Dici che è il caso di riprovarci?

  2. Nathanon 05 Dic 2007 at 15:38

    no.
    sono sincero. se non trovi che Bambini nel tempo sia un capolavoro assoluto degli ultimi anni, non perdere tempo con questo libro.

    magari, tra qualche anno, quando la tua delusione sarà più sfumata, dagli un’altra chance con L’amore fatale.

    Ribadisco, per me sono i due libri più solidi e riusciti che abbia letto negli ultimi tempi. Trovo che l’analisi psicologica dei personaggi in McEwan sia la sua più convincente qualità. Nonché la più rara.

    Ma per fortuna, non si può essere sempre d’accordo…

    un bacio

  3. giuliaon 05 Dic 2007 at 20:58

    Concordo con te per quanto riguarda “bambini nel tempo”, l’ulimo non l’ho letto ancora, anche se l’ho già a casa, come del resto tutti gli altri che mi sono piaciuti con diverse sfumature, Giulia

  4. laFranceseon 08 Dic 2007 at 16:36

    anch’io ho avuto un’esperienza deludente con McEwan, il giardino di cemento… chissà prima o poi mi avvicinerò di nuovo!

  5. Nathanon 09 Dic 2007 at 20:21

    @giulia,

    anche tu come me nel groupies club di McEwan?

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