Berlino (lato inverno)
Sdrucciola Novembre 20th, 2007
Tecnicamente è ancora autunno, ma diciamo che per farsi un’idea di Berlino col freddo novembre va benissimo.
Dopo l’entusiasmo di questa estate per una città infinita e piena di sorprese, aggiungo qualche nota ad uso di chi vi si trovi a passare.
Martin Gropius Bau: il nonno del Gropius per noi più celebre (quello del Bauhaus) ci ha lasciato questo edificio che merita una visita per due motivi. Il primo è la sua collocazione ad un passo dagli edifici ultracontemporanei di Postdamer Platz, per capire appieno cosa si intende quando si dice che Berlino cambia da un isolato all’altro. Il secondo sono le esibizioni che ospita. Se capitate in città prima del 14 Gennaio, non lasciatevi sfuggire Vom funken zur pixel, vi lascerà letteralmente elettrizzati!
Brücke Museum: Arrivarci non è facilissimo, dato che il museo si trova nella zona sud occidentale della città (metro U3 fino a Oksar Helene Heim, poi 5 fermate sul bus 115 in direzione nord) ma ne vale comunque la pena se vi interessa l’epressionismo. I quadri non sono moltissimi ma il percorso è stimolante e il museo è a un passo dalla foresta.
Bauhaus Archive: il museo dedicato al Bauhaus è talmente stiloso che persino i bagni sono un capolavero di design. Il percorso è breve ma periodicamente si tengono delle mostre temporanee. Da non perdere lo shop pieno di mai-più-senza e la tavoletta di cioccolato sweet support grazie a cui l’archivio si autofinanzia.
Neue Nationalegalerie: Dall’espressionismo all’astrattismo più spinto, è il tempio berlinese dell’arte moderna. L’edificio è imponente e le tele numerose e ben rappresentative. La scelta di non strutturare uno o più percorsi tra i quadri però mi lascia perplessa, basta distrarasi un attimo e si ha una non sempre gradevole sovrapposizione di stili.
Fino al 24 febbraio il Museo ospita la mostra di Jannis Kounellis, un singolare labiritno che guida alla scoperta delle sue opere. Il genere personlamente non mi entusiasma (sacchi di carbone, ferri da stiro ecc…) ma l’incontro improvviso con una guardia del museo (una guardia in un labirinto è un bel paradosso) ha dato un perché alla visita.
Note generali: Questa visita conferma l’impressione che, quando possono, i berlinesi dedicano molto spazio all’arte. Sia negli investimenti (v. anche il bellissimo Birrificio Culturale) che negli allestimenti. Sale enormi, dove ogni opera può davvero respirare e il visitatore coltivare l’illusione di essere solo.
Infine, se riuscite a resistere alla tentazione di guardare la cartina ogni 30 secondi (io ci ho provato con alterni successi), provate a perdervi:
“Non sapersi orientare in una città non significa molto.
Ci vuole invece una certa pratica per smarrirsi in essa
come ci si smarrisce in una foresta”
W. Benjamin, Infanzia berlinese
Grazie a Michela per la citazione e i suggerimenti.

tu.
tu.
tuuu.
tu metti il dito nella piaga, ecco cosa fai.
…perdonoooo…
oh sì, perdersi a Berlino…
io, partendo dall’aria rarefatta dell’Alexplatz, mi inoltrerei verso la KarlMarx allee e mi lascerei soggiogare dal fascino austero dei palazzoni stranianti del socialismo reale.
così, per dire.