Ryszard Kapuscinski - Ebano
Nathan Novembre 14th, 2007
Il primo impatto è con il Ghana degli anni ’50.
Le speranze della decolonizzazione incendiano i cuori quando la chimera dell’indipendenza diventa una conquista concreta, un virus che si diffonde rapidamente in tutta l’area sub-sahariana.
La nuova classe dirigente è giovane e inesperta, spesso ingenua ed entusiasta. Il tabù della superiorità dell’uomo bianco si è infranto nella carneficina della seconda guerra mondiale. I reduci africani assoldati dagli eserciti europei tornano alle loro città portando con sé il segreto della vulnerabilità dei loro padroni. Hanno osservato gli europei sopraffarsi l’uno con l’altro, hanno vissuto la capitolazione della Francia, i bombardamenti di Londra, osservato colonne di uomini scheletriti coperti di stracci. L’uomo bianco è capitolato davanti agli occhi degli africani che hanno combattuto in Europa a fianco dei loro colonizzatori. Questi reduci hanno imparato che l’uomo bianco non è invincibile. Forti di questa scoperta, saranno loro, questi reduci, a guidare i primi movimenti di liberazione dei popoli africani.
Ebano è un dispenser di pillole, un libro per principianti dell’Africa. Kapuscinski, da inviato qual era, ha un approccio a volte antropologico, moderatamente storico, spesso aneddotico, alla condizione del continente nero della seconda metà del Novecento
Questo bignami dell’universo africano è un concentrato di personaggi e avvenimenti, scontri e paesaggi, un’introduzione affascinante e feroce ai drammi silenziosi di un continente.
Chi conosce la genesi e la contrapposizioni sociali e culturali che hanno fatto della Liberia il paese dell’apartheid tra neri-amercani e neri-africani ben prima che gli afrikaneer mettessero il loro marchio su questa pratica? Chi conosce l’origine della guerra sudanese che da vent’anni affama il Darfur? Quanto abbiamo letto e ascoltato negli ultimi tredici anni su ciò che è successo in Ruanda? Chi è sufficientemente informato da conoscere le responsabilità dei colonizzatori belgi di questo paese, dei loro “esperimenti” sociali e della logica di potenza ottocentesca che la Francia ancora gioca in quest’area?
Il vento che soffiava sulla grande stagione della decolonizzazione non ha fatto altro che inaridire la terra e prosciugare le sorgenti. L’economia predatoria non ha mai cessato di allungare le sue mani sulle ricchissime risorse di questa parte di mondo. E ne ha fatto la sua condanna. Ai bwana bianchi si sono sostituiti i signori della guerra, i tirannelli tanto sciocchi quanto brutali che si avvicendano nel succedersi dei colpi di mano. Razzie, guerre, fame e malattie. Questa l’eredità.
Ebano è un libro che getta un fascio di luce sulla storia, la società e la psicologia di un continente che non riesce a sollevarsi. E’ un libro che fa male, quando scava nelle ragioni, quando illumina le responsabilità. Chi ha condannato l’Africa all’eterna infanzia dell’umanità?
Un primo passo per capire.
Ryszard Kapuscinski, Ebano, Feltrinelli, € 7,50

Questo è stato il secondo libro che ho letto di Kapuscinski e uno dei più belli. Perfetta la tua ricostruzione, un testo illuminante e lacerante che sfida la pigrizia dei pregiudizi per comprendere la storia
Io che faccio parte della schiera di quelli che conoscono poco l’argomento, devo dire di essere rimasta intrigata e incuriosita da quel che scrivi.
mi interessa molto l’evoluzione che ha portato ai “tirannelli della guerra”.
E complimenti anche per questa nuova entrèe in Sottotomo, alquanto gradita davvero!
@ Sdrucciolina
prima di leggere questo libro pensavo che il Kapuscinski fosse un autore da salotto per anziane signore che si danno un tono impegnato e sognatore oppure, nella peggiore delle ipotesi, un giornalista da reportage esotici.
quanto mi sbagliavo.
@ Sul fenomeno dei signori della guerra il capitolo sulla Liberia fornisce degli spunti. Ma anche in altre pagine il libro mette in luce come, al passaggio di testimone tra colonizzatori e governanti locali, i primi in certi casi abbiamo elevato i peggiori malscalzoni ai livelli più alti dell’esercito, regalando una bomba a orologeria che prima o poi doveva esplodere. A questo aggiungi le riserve di diamanti e metalli preziosi più ricche del mondo e immagina come l’interesse di certe multinazionali possano armare fazioni in lotta per il controllo dei giacimenti.
E dato che qui si parla di letteratura non perderti Amadou Kourouma, raffinato ivoriano di lingua francese, e il suo splendido e “Allah non è mica obbligato”
e così torneremo parlare di questi Altri Mondi su questo bellissimo spazio :-)
la seconda @ era per panz, ovviamente