Javier Cercas - La velocità della luce
Sdrucciola Settembre 3rd, 2007

«Bella frase. Quanto piacciono a voi scrittori le belle frasi. Nel tuo libro ce ne sono alcune. Davvero carine. Così perfette che a volte sembrano vere. Ma non lo sono affatto, sono solo belle. La cosa strana è che tu non abbia ancora imparato che scrivere bene è l’esatto contrario di scrivere belle frasi. Nessuna bella frase è capace di catturare la realtà»
È curioso che a scriverlo sia un autore che in quanto a belle frasi* non scherza. Ma a Javier Cercas (già apprezzato per Soldati di Salamina) lo si può perdonare perché il compito che si è assunto in questo romanzo è davvero impegnativo.
Tenere insieme una storia che parla di guerra, di coscienza, del confine tra successo e fallimento parlando contemporaneamente dell’arte del raccontare, non è facile.
Avere a disposizione un personaggio come Rodney, veterano del Vietnam e della vita, aiuta non poco e permette tanto al Cercas scrittore che al Cercas personaggio di non perdere le fila.
Provo un sospetto ben motivato nei confronti degli autori che insistono nello spiegare perché e per come scrivono, lo trovo fastidioso come un cuoco che spiega la ricetta mentre vi gustate il piatto.
In questo caso, però, la voce di Cercas nel raccontare questa storia e il mestiere di scrittore appare sincera.
«Mi piace» m’interruppe Rodeny
«Ti piace cosa?» domandai, attonito.
«Che tu non sappia ancora di cosa tratterà il romanzo» rispose. «Se lo sapessi in anticipo, sarebbe un male: finiresti per dire quello che già sai, cioè le cose che sappiamo tutti. Se invece non sai ancora cosa vuoi dire, ma sei tanto pazzo o tanto disperato o hai il coraggio sufficiente per continuare a scrivere, magari finirai per dire qualcosa che neanche tu sapevi di sapere e che soltanto tu puoi arrivare a sapere, e questo potrebbe risultare di qualche interesse.» [...] «Quello che intendo dire è che chi sa sempre dove va non arriva mai da nessuna parte, e si sa cosa si vuole dire solo quando lo si è già detto»
L’impressione è che al di là delle frasi ben cesellate qui ci sia dell’anima, delle domande autentiche, delle risposte abbozzate ma offerte al lettore per quello che sono. Naturalmente Cercas si diverte a confonderci le idee e il ci è o ci fa è sempre in agguato, ma questa è parte del gioco molto serio di La velocità della luce. Prendere o lasciare…
Javier Cercas, La velocità della luce, Guanda, 14,50
* in questo il caso il merito va anche a Cacucci per la traduzione

Prima o poi riuscirò a trovare il tempo per non far sì che i mie due libri non stiano qui solo a prender polvere! :P
Vergognati (e inizia da questo)
fa venire una gran voglia di leggerlo anche a me…
Che poi tra l’altro io Cercas l’ho conosciuto proprio con questo libro, e devo dire che anche di persona l’impressione è ottima!
Non vuole realizzare troppe cose in un libro solo, a volte quando scelgono questa strada i libri perdono un po’. Dal tuo commento non ho capito se ti è piaciuto molto, poco, moltissimo… Mi sembri un po’ critico. E’ così? Ciao Giulia
Se ti riferisci alla recensione: mi è piaciuto. Diciamo che Cercas si muove su un terreno scivoloso, sempre a rischio cialtronaggine. Ma in questo romanzo si muove bene;-)